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Notami: journaling senza barriere

Notami è un'app di journaling e note taking. L'ho ideata, progettata e sviluppata partendo da chi di solito viene lasciato fuori.

  • Accessibilità motoria, visiva, uditiva
  • Ideazione + UX + sviluppo
  • Alpha in test
La home: umore, citazione e proposta del giorno
La home: umore, citazione e proposta del giorno

La sfida

Serviva un diario che potesse usare anche chi convive con una disabilità motoria, visiva o uditiva, senza una versione a parte.

Non volevo «la versione accessibile» di un'app di journaling. Volevo l'app di journaling, già studiata per l'accessibilità.

Il contesto

Le app di journaling che esistono danno per scontata l'usabilità e lasciano fuori intere categorie di persone. L'accessibilità arriva alla fine, come un dettaglio da sistemare prima di pubblicare, e si vede.

Volevo un'interfaccia semplice, che restasse usabile da chiunque, senza compromessi e senza il tono clinico che hanno certi strumenti dedicati.

Scrivi o detta, oppure parti da una traccia guidata
Scrivi o detta, oppure parti da una traccia guidata

Le tre scelte

Trattare l'accessibilità come il core del progetto, partendo proprio da chi solitamente viene escluso.

In pratica vuol dire tre scelte, prese il primo giorno e mai più rinegoziate. Il text-to-speech non è un'impostazione sepolta in un menu: è una funzione centrale. La dettatura sta alla pari con la tastiera, non un gradino sotto. I temi per il daltonismo, i font e le spaziature si scelgono nell'onboarding.

Un'esperienza costruita su di te

L'app si configura prima di essere usata: aspetto visivo (font, dimensioni, temi e colori), esperienza di lettura (spaziature, interlinea, leggibilità), interazione avanzata (animazioni, tastiera, feedback aptico e audio), funzioni core (microfono, lingua, text-to-speech).

Quattro famiglie di impostazioni, quattro schede, e un «salta» sempre visibile. Chi ha bisogno di configurare trova tutto all'inizio; chi non ne ha bisogno preme avanti e non se ne accorge.

L'onboarding: si sceglie come usare l'app prima di usarla
L'onboarding: si sceglie come usare l'app prima di usarla

La giornata dentro Notami

La home apre su tre cose sole: come ti senti, una citazione, la proposta del giorno. Il check-in dell'umore è uno slider con quattro fermate, perché registrare come stai deve costare un gesto, non un modulo.

Le tracce guidate servono a chi apre l'app e non sa da dove partire: una domanda breve, e la pagina bianca smette di essere un ostacolo.

Il check-in dell'umore: quattro fermate, un gesto
Il check-in dell'umore: quattro fermate, un gesto

Il sito

Il sito accompagna l'app e fa una promessa sola in prima riga, prima di qualunque schermata: accessible journaling, reimagined. Sotto, i badge degli store e una schermata vera.

Il sito che accompagna l'app
Il sito che accompagna l'app

I risultati

La prima versione alpha è in test. Numeri da mostrare non ce ne sono ancora: quando ci saranno, finiscono qui.

Il giudizio che aspetto è quello di chi usa il text-to-speech tutti i giorni, e che di solito si ritrova la versione accessibile di un'app pensata per altri.

La lezioneSe parti da chi di solito resta fuori, l'app viene più semplice anche per tutti gli altri. L'accessibilità non è una voce di checklist da spuntare alla fine: è il modo in cui decidi le cose all'inizio.

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